Quando un marchio con la reputazione di Dyson decide di allargare i propri orizzonti, le aspettative salgono immediatamente. Con il debutto del WashG1 la curiosità degli amanti della tecnologia domestica si è focalizzata su una domanda chiave: un lavapavimenti può cambiare davvero la routine di chi pulisce casa, come accadde a suo tempo con gli aspirapolvere ciclonici?
Il settore dei dispositivi che combinano aspirazione e lavaggio è cresciuto velocemente, spinto dal desiderio di soluzioni compatte e rapide. Dyson ha colto questo trend con l’intenzione di proporre un metodo capace di eliminare residui secchi e umidi in una volta sola, senza affidarsi al classico flusso d’aria.
A differenza di vari concorrenti che integrano motori aspiranti, WashG1 adotta una filosofia diversa e complementare ai classici cordless dell’azienda. Due rulli in microfibra lavorano a contatto con il pavimento, ricevono acqua pulita da 26 iniettori e, ruotando in senso opposto, staccano lo sporco dalla superficie.
Grazie a un meccanismo centrifugo interno, i residui solidi vengono dirottati verso un serbatoio dedicato, mentre la parte liquida finisce in un secondo contenitore. La separazione automatica consente di svuotare polvere e briciole dal cestino secco e versare l’acqua sporca nel lavandino, evitando odori stagnanti.
Un debutto che cambia la percezione della pulizia
L’ingresso di Dyson in questa nicchia non rappresenta un semplice ampliamento di catalogo. L’azienda inglese scommette su una semplificazione concreta: ridurre i passaggi necessari a ottenere un pavimento lucido, limitando al minimo le attenzioni post-lavaggio.
Nei primi mesi di disponibilità il dispositivo ha attirato l’attenzione di chi possiede cani, gatti o bambini piccoli, contesti dove il mix tra liquidi e frammenti di cibo è costante. In questi scenari l’idea di compiere un’unica passata risuona come una soluzione a un problema quotidiano.
Tecnologia dei rulli e alimentazione dell’acqua
Il cuore del progetto è costituito dai due cilindri controrotanti rivestiti con 64.800 filamenti per centimetro quadrato. Ogni filamento agisce come un microscopico pennello che stacca residui aderenti senza graffiare parquet o piastrelle.
L’acqua scorre dal serbatoio principale e viene ripartita sui rulli attraverso piccoli ugelli equidistanti. Questo flusso costante mantiene pulita la superficie dei cilindri e agevola il distacco di sporco grasso e liquido, fattore utile in cucina dove oli e salse lasciano aloni difficili da rimuovere.
Durante la rotazione, la forza centrifuga separa ciò che è solido da ciò che resta sospeso nel liquido. Il risultato visibile è un cassetto con briciole asciutte e un secondo serbatoio con acqua torbida, pronti a essere svuotati in modo indipendente.
Test a casa: mesi di utilizzo continuo
Per valutare l’efficienza reale, il WashG1 è stato impiegato quotidianamente su parquet laminato, gres effetto pietra e lastre in ceramica smaltata. L’unboxing in cartone sottolinea la scelta di imballaggi eco-compatibili, ma la prima impressione è data dal peso: 4,9 chilogrammi a secco.
Una volta in funzione, la massa dichiarata sembra diminuire. La spinta generata dai cilindri assomiglia alla trazione offerta da un hovercraft in miniatura; il dispositivo quasi “galleggia” sul pavimento riducendo l’attrito percepito.
Tracce di fango secche, gocce di caffè e zucchero cristallizzato sono stati rimossi con un solo passaggio. In tutti i casi il pavimento è rimasto privo di aloni e, guardando i serbatoi, le briciole apparivano asciutte, segno che la separazione funziona.
Dopo la pulizia di superfici di centoventi metri quadri, la batteria ha mostrato ancora una percentuale confortante. Il display integrato informa in tempo reale sul livello di carica e sulla portata d’acqua, permettendo di programmare un rabbocco prima che la pompa resti a secco.
Ergonomia e bilanciamento
La qualità dei materiali è evidente già al tatto: plastiche spesse, giunture senza giochi e un manico con angolazione progettata per evitare stress al polso. Il baricentro basso aiuta a indirizzare la testa di lavaggio con movimenti minimi.
L’assenza di vibrazioni moleste rende la sessione di pulizia meno faticosa di quanto il peso possa suggerire. Anche sessioni di mezz’ora non hanno prodotto indolenzimenti, grazie alla distribuzione uniforme della massa lungo l’asse verticale.
Base di ricarica e ciclo di autopulizia
L’apparecchio riposa su una dock che rialza i rulli, evitandone il contatto con il pavimento. Una volta posizionato, parte in automatico un breve ciclo che fa ruotare i cilindri a vuoto mentre un getto interno li risciacqua.
Il caricatore integrato riporta l’accumulatore al 100 % in poche ore, pronto per la sessione successiva. Chi non desidera sorvegliare il processo può limitarsi a svuotare i due cassetti e premere il tasto di avvio: il resto viene gestito dal software di bordo.
I rulli si staccano senza utensili e si lavano sotto l’acqua corrente una volta la settimana. Questa manutenzione richiede meno tempo di quanto serva a sostituire il sacco di un aspirapolvere tradizionale.
Autonomia e livello acustico
La batteria agli ioni di litio da 3.600 mAh consente sessioni di lavaggio fino a 35 minuti nel profilo standard. In modalità massima – utile davanti a macchie grasse o sul terrazzo – l’autonomia scende, ma restano sufficienti circa venti minuti per coprire un appartamento medio.
Durante il funzionamento il suono misurato si mantiene sotto i 78 dB, paragonabile a una conversazione animata ma privo di toni striduli. Questa caratteristica permette di pulire al mattino presto o la sera senza disturbare eccessivamente i vicini, caratteristica apprezzata in condomini con pareti sottili.
Perché può convincere chi cerca praticità
Dopo un periodo di prova prolungato, il punto di forza maggiore resta la possibilità di eliminare in un gesto unico briciole e liquidi, senza cambiare utensile. Il risparmio di tempo è evidente soprattutto nelle zone ad alto traffico come corridoi e cucine.
Chi possiede già un aspirapolvere Dyson cordless continuerà a usarlo sui tappeti, mentre il WashG1 diventa la scelta naturale per legno, gres e pietra. I due prodotti si completano senza sovrapporsi, offrendo una routine di igiene più snella.
Il costo iniziale è compensato dalla robustezza della costruzione e dalla riduzione dei consumabili. In prospettiva annuale il minor uso di panni usa-e-getta e detergenti si traduce in un beneficio sul budget e sull’ambiente.

