Con l’arrivo delle giornate più calde, il primo pensiero è spesso quello di riaccendere il condizionatore. Prima di farlo, però, conviene dedicare un po’ di tempo a una parte della casa che durante l’inverno raccoglie grandi quantità di sporco: persiane e tapparelle.
Polvere, residui portati dalla pioggia, polline e piccoli detriti si depositano sulle superfici esterne e tra le fessure. Quando le finestre vengono aperte, una parte di queste particelle può entrare nelle stanze. Una pulizia accurata permette quindi di affrontare l’estate con ambienti più ordinati e con meno polvere in circolazione.
Perché pulire persiane e tapparelle prima dell’estate
Persiane e tapparelle rappresentano una barriera tra l’interno dell’abitazione e l’ambiente esterno. Proprio per questa ragione sono esposte continuamente a smog, vento, pioggia e pollini.
Durante i mesi freddi vengono pulite meno spesso, anche perché aprire le finestre e lavorare sulle parti esterne risulta più scomodo. Alla fine della primavera, però, lo sporco accumulato diventa evidente, soprattutto sulle tapparelle chiare e sulle persiane dotate di numerose stecche.
Rimuovere la polvere prima di accendere il climatizzatore aiuta a mantenere più puliti anche davanzali, vetri e pavimenti. Il condizionatore, infatti, tende a muovere l’aria già presente nella stanza: se nell’ambiente ci sono molti residui, questi possono sollevarsi e depositarsi nuovamente sui mobili.
Gli strumenti da preparare
Non servono attrezzature particolarmente costose. Per una pulizia ordinaria sono sufficienti:
- un aspirapolvere con bocchetta a spazzola;
- un secchio con acqua tiepida;
- uno o due panni in microfibra;
- una spugna morbida;
- un vecchio spazzolino;
- un detergente neutro;
- un panno asciutto.
L’aspirapolvere permette di eliminare la parte più consistente della polvere prima del lavaggio. Questo passaggio è importante perché bagnare subito una superficie molto sporca può creare una patina difficile da rimuovere.
È preferibile procedere sempre dall’alto verso il basso, così i residui cadono sulle zone ancora da trattare e non sporcano nuovamente quelle già pulite.
Come lavare le persiane senza lasciare aloni
La prima operazione consiste nel chiudere le persiane e rimuovere la polvere con un panno asciutto o con l’aspirapolvere. Bisogna insistere soprattutto negli angoli, vicino alle cerniere e tra una stecca e l’altra.
A questo punto si può preparare una soluzione con acqua tiepida e una piccola quantità di detergente neutro. Il panno deve essere ben strizzato, perché un eccesso di acqua potrebbe penetrare nelle giunzioni o lasciare aloni.
Ogni listello va pulito singolarmente. Lo spazzolino può essere utile per raggiungere i punti più stretti, ma deve avere setole morbide per evitare graffi. Al termine, è consigliabile passare un secondo panno leggermente inumidito con sola acqua e asciugare subito.
Il materiale richiede qualche attenzione. Le persiane in alluminio e PVC sono generalmente semplici da lavare, mentre quelle in legno non devono rimanere bagnate a lungo. In questo caso è meglio utilizzare pochissima acqua e asciugare immediatamente la superficie.
Il metodo corretto per pulire le tapparelle
Le tapparelle richiedono più pazienza, perché lo sporco si deposita sia sul lato interno sia su quello rivolto verso l’esterno. Si può iniziare abbassandole completamente e lasciando leggermente aperte le fessure.
Dopo aver eliminato la polvere, si passa un panno umido su ogni stecca. Per raggiungere la parte esterna dall’interno dell’abitazione occorre procedere gradualmente, sollevando la tapparella poco alla volta e pulendo la porzione accessibile.
Non bisogna sporgersi dalla finestra né salire su appoggi instabili. Quando la parte esterna non è raggiungibile in sicurezza, è preferibile rivolgersi a una persona attrezzata o limitarsi alle zone accessibili.
Anche il cassonetto merita attenzione. Al suo interno può accumularsi molta polvere, che finisce poi sul telo quando la tapparella viene alzata. Prima di aprirlo, però, è opportuno verificare che l’operazione sia semplice e che non siano presenti componenti elettrici esposti.
Aceto e bicarbonato: attenzione a come vengono utilizzati
Tra i rimedi domestici più citati compaiono spesso aceto e bicarbonato. Possono essere impiegati, ma con qualche precauzione.
L’aceto diluito può aiutare contro alcune tracce di calcare, ma non è adatto a marmo, pietra naturale e determinate finiture delicate. Prima di applicarlo su tutta la superficie è sempre utile fare una prova in un angolo nascosto.
Aceto e bicarbonato, quando vengono mescolati, producono schiuma perché reagiscono tra loro. L’effervescenza può contribuire a smuovere alcuni residui, ma i due ingredienti tendono anche a neutralizzarsi. Per questo è spesso più efficace utilizzarli separatamente, scegliendo il prodotto più adatto al tipo di macchia e risciacquando con cura.
L’aceto, inoltre, non deve mai essere mescolato con la candeggina, perché la combinazione può liberare vapori pericolosi.
Ogni quanto effettuare la pulizia
Una pulizia approfondita può essere eseguita due o tre volte all’anno, in particolare all’inizio della primavera e prima dell’inverno. Nelle zone molto trafficate o ricche di vegetazione potrebbe essere necessario intervenire più spesso.
Per ridurre il lavoro, basta passare periodicamente un panno asciutto sulle parti interne. In questo modo la polvere non si compatta e la successiva pulizia con acqua diventa più rapida.
Prima di utilizzare il climatizzatore è opportuno controllare anche i filtri dell’unità interna, seguendo le istruzioni del produttore. Persiane pulite, tapparelle prive di polvere e filtri in buone condizioni contribuiscono a rendere la casa più ordinata durante tutta l’estate.

