Bonus elettrodomestici 2025: sconto immediato in cassa per chi rottama i vecchi apparecchi
Introduzione
Un decreto atteso entro la fine di giugno sta per rendere operativo lo sgravio destinato a chi sostituisce un apparecchio energivoro con un modello efficiente. L’incentivo, finanziato con 50 milioni di euro e pari a 100 euro (che diventano 200 euro per le famiglie con Isee fino a 25 000 €), sarà erogato come riduzione diretta del prezzo in negozio. Il provvedimento, riscritto con il decreto bollette di aprile, stabilisce un obbligo di rottamazione e restringe la platea dei prodotti ammessi a quelli assemblati all’interno dell’Unione Europea.
Come funziona lo sconto in fattura
Ogni nucleo potrà usufruire di un solo voucher, riscattabile mediante piattaforma PagoPA dopo autenticazione con SPID o CIE. Il rivenditore applicherà lo sconto al momento del pagamento, mentre la demolizione certificata del vecchio elettrodomestico costituirà condizione indispensabile.
L’intero iter resterà digitale, dalla generazione del buono fino alla registrazione della rottamazione: un meccanismo pensato per prevenire frodi e alleggerire la burocrazia.
Chi può richiedere il contributo potenziato
Per i nuclei con Indicatore della Situazione Economica Equivalente non superiore a 25 000 €, la detrazione raddoppia. La misura è stata calibrata per sostenere le famiglie che, pur desiderando ridurre i consumi, rinviano l’acquisto di elettrodomestici efficienti per ragioni di budget. Il doppio tetto da 200 euro consentirà a questi contribuenti di abbassare il costo iniziale e, nel contempo, di alleggerire le spese in bolletta.
Quali prodotti rientrano nell’agevolazione
La lista dettagliata verrà formalizzata nel decreto, ma la bozza già circolata comprende frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni elettrici, climatizzatori e stufe elettriche. Possibile il via libera anche a piani a induzione e forni a microonde, purché prodotti all’interno dei confini comunitari.
Il requisito della stessa tipologia resta imprescindibile: chi dismette un frigorifero potrà acquistare un nuovo frigorifero, e così via, garantendo un reale salto di efficienza nella categoria coinvolta.
Strategia per scegliere che cosa rottamare
Poiché la chance è unica, vale la pena analizzare quale apparecchio pesa maggiormente sulla bolletta. Un confronto tra etichetta energetica e abitudini domestiche aiuta a individuare l’investimento con il miglior ritorno.
In un’abitazione media il frigorifero lavora 24 ore su 24, quindi l’upgrade in questa categoria genera spesso il risparmio più evidente. Se, invece, il problema è la frequenza di lavaggi, potrebbe convenire puntare su lavatrice o lavastoviglie di nuova generazione.
Etichette e consumi: i numeri che contano
Le schede attuali mostrano dati di consumo standardizzati:
- Per lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga il parametro fa riferimento a 100 cicli.
- Per frigoriferi e congelatori il valore è annuo.
- Per i forni si conteggia l’energia assorbita in un ciclo di riscaldamento.
Esempio pratico – frigoriferi: un combinato da 300 litri in classe A consuma ≤ 100 kWh/anno; lo stesso volume in classe C sale a ≈ 155 kWh/anno, cioè oltre il 50 % in più. Nei modelli obsoleti, la richiesta energetica addirittura triplica.
Esempio pratico – lavastoviglie: su una macchina da 12 coperti, classe A significa ≤ 34 kWh/100 cicli, mentre la classe C richiede ≈ 46 kWh/100 cicli.
Esempio pratico – forni elettrici: un apparecchio da 100 litri con etichetta di vertice utilizza ≤ 0,47 kWh/ciclo; scendendo di due classi si arriva a ≈ 0,705 kWh/ciclo.
Perché il requisito “Made in EU”
L’esecutivo ha legato l’agevolazione alla provenienza comunitaria per tutelare la filiera industriale europea e ridurre la distanza logistica tra produzione e distribuzione. Tale vincolo punta anche a garantire standard ambientali omogenei lungo la catena di fornitura.
Acquisti online: nodo da sciogliere
Il testo definitivo dovrà chiarire se il voucher potrà essere speso su piattaforme di e-commerce. Durante la riscrittura del decreto si è discusso di un possibile divieto, ipotizzato per assicurare la corretta gestione della rottamazione. Una soluzione pratica potrebbe essere l’obbligo di ritiro del vecchio apparecchio direttamente da parte del venditore virtuale, a condizioni identiche a quelle dei negozi fisici.
Tempistiche e prossimi passaggi
Il ministero competente prevede l’entrata in vigore del bonus entro poche settimane dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Le risorse disponibili copriranno le domande fino a esaurimento del fondo: chi intende approfittarne farebbe bene a preparare fin d’ora documentazione Isee aggiornata e certificato di smaltimento.

